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I rischi della balneazione

La frequentazione delle spiagge durante l'anno, e sopratutto durante la stagione balneare, è un attività molto gratificante ma, come la frequentazione di altri ambienti naturali, può comportare dei rischi che è importante conoscere e che, generalmente, possono essere suddivisi in tre grandi categorie.

Rischi geomorfologici

Legati alle caratteristiche fisiche del fondale, possono rendere pericolosa la balneazione anche in condizioni di mare calmo

  • Fondali ripidi che fanno perdere rapidamente il contatto con il fondo
  • Correnti che trascinano al largo (correnti di ritorno o rip currents)
  • Scogli sommersi o scivolosi

Rischi fisico-chimici e biologici

Fattori che influenzano la qualita delle acque di balneazione

  • Inquinamento delle acque
  • Presenza di meduse, tracine e altri organismi marini pericolosi
  • Proliferazioni di alghe tossiche (es. Ostreopsis ovata)

Rischi individuali

  • Sottovalutazione delle condizioni del mare
  • Tuffi in aree non controllate
  • Malori o affaticamento durante il nuoto

Il rischio di annegamento, come descritto nel report ISTISAN del 2023, è un fenomeno globale che richiede strategie condivise di intervento. Nel 2019, il Ministero della Salute, in recepimento delle direttive OMS, ha istituito l'Osservatorio Nazionale per la prevenzione degli annegamenti, coinvolgendo enti scientifici, ambientali e di soccorso tra cui:

  • Istituto Superiore di Sanità
  • Capitanerie di Porto
  • Federazione Italiana Nuoto
  • Gruppo Nazionale per la Ricerca sull'Ambiente Costiero
  • Associazione Nazionale Comuni Italiani
  • Società Nazionale di Salvamento
  • Ospedale Pediatrico Bambino Gesù
  • ISPRA

ISPRA è impegnato nello sviluppo di un modello semplificato per la classificazione della pericolosità geomorfologica delle spiagge italiane, con attenzione particolare alle correnti di ritorno. I dati della RVMC, insieme a dati sugli incidenti, saranno usati per validare questo modello.

Le correnti di ritorno - un caso specifico di rischio geomorfologico

L'azione delle onde che si approcciano ai litorali genera un flusso idrico netto in direzione della spiaggia a cui segue, per un bilancio di massa, un flusso che può essere diretto verso il largo (le correnti di ritorno appunto) o lungo costa (correnti di deriva litoranea). La predominanza di una corrente rispetto all'altra è generalmente legata all'angolo con cui le onde si dirigono verso la costa. Le onde che arrivano parallele a costa generano una circolazione a celle come in figura sottostante.

Correnti di ritorno
Schema di una corrente di ritorno

Mentre quelle che arrivano oblique generano una corrente di deriva litoranea che fluisce in direzione della risultante della direzione delle onde incidenti.

Deriva litoranea
Schema di una corrente di deriva litoranea

Quale tipologia di corrente è più pericolosa

Sebbene entrambe le correnti, in quanto tali, possano risultare pericolose, essere spostati lungo riva genera una reazione del bagnante meno " allarmante" di una corrente che trascina verso il largo.

Essere trasportati verso largo, infatti, può generare panico e indurre il bagnante a opporre inutilmente resistenza a tale flusso portandolo allo sfinimento e quindi all'anneggamento per mancanza di forze.

Come individuare una corrente di ritorno

L'insorgenza di tali correnti non è casuale, e le porzioni di spiaggia in cui esse sono presenti mostrano delle caratteristiche riconoscibili:

  • - solitamente un andamento della linea di riva sinuoso con ampiezze di spiaggia molto variabili, ovvero porzioni di spiaggia molto ampia seguite da tratti di spiaggia molto stretti
  • - la presenza dei canali di ritorno, ovvero fondali più profondi entro cui si incanala la corrente, può essere evidenziata da discontinuità delle zone di frangenza
  • - presenza di schiuma, sabbia o detriti che si muovono verso il largo
Deriva litoranea
Spiaggia con corrente di ritorno

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