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Correnti di ritorno
Immagine orto-rettificata della spiaggia di Pineto, evidenziata la presenza di correnti di ritorno vicino la linea di riva

Applicazioni di RVMC nell'ambito del rischio geomorfologico



Potendo fotografare continuamente (e dall'alto) un tratto di spiaggia, come le stazioni di videomonitoraggio fanno, è possibile agevolmente riconoscere e monitorare le morfologie legate alla presenza delle correnti di ritorno. L'utilizzo di tecniche di processamento digitale delle immagini permette di osservare in continuo la morfologia della spiaggia.

Il sistema RVMC è impostato anche per monitorare in continuo (cadenza oraria) le condizioni meteo-marine lungo i siti di videomonitoraggio, permettendo di collegare le trasformazioni morfologiche ai forzanti meteo-marini agenti. Per tali motivi, uno degli indicatori chiave che viene analizzato è l'obliquità ondosa, ovvero l'angolo con cui le onde incidono rispetto alla normale alla linea di costa.

Se l'onda arriva con un'angolazione entro ±10° dalla normale (così detta bassa obliquità), l'energia è orientata prevalentemente in direzione trasversale alla spiaggia: si parla di movimentazione cross-shore con direzione terra-mare.

Se invece l'angolo è maggiore di ±10° (così detta alta obliquità), prevale la componente parallela alla costa, con deriva litoranea (longshore drift).


Perché è importante per la sicurezza balneare?

  • Bassa obliquità (< ±10°) → generalmente prevale il moto cross-shore, che può favorire la formazione di correnti di ritorno (rip current);
  • Alta obliquità (> ±10°) → generalmente prevale la deriva litoranea, che non è tipicamente associata allo sviluppo di rip current.

I due casi su menzionati rappresentano due fenomenologie estreme che non escludono casi "sito-specifici" intermedi tra i due, come l'insorgenza di correnti di ritorno oblique.


Il workflow di analisi RVMC

  1. Raccolta dati: giornalmente si acquisice la previsione dello stato del mare per le 24 ore successive (direzione e altezza d'onda calcolati su base oraria dal modello previsionale CMEMS);
  2. Calcolo obliquità: per ogni punto monitorato, si calcola l'obliquità ondosa (come la differenza angolare tra la direzione dell'onda e la normale alla costa);
  3. Classificazione: si identificano le condizioni in cui l'obliquità è bassa oppure alta;
  4. Stima della persistenza: calcolo delle ore consecutive in cui contestualmente l'obliquità d'onda è bassa e l'altezza d'onda è maggiore di una determinata soglia (0.6 m);
  5. Mappe tematiche: visualizzazione di queste informazioni su mappe dedicate nel portale RVMC;
  6. STORICO - mappa dell'angolo di incedenza ondosa
  7. Estrazione automatizzata da immagini RVMC dell'insorgenza di morfologie che indicano presenza di correnti di ritorno;
  8. Validazione tramite un "modulo di monitoraggio", ideato per permettere agli esperti di settore di validare la presenza delle correnti di ritorno da interpretazione di immagini di videomonitoraggio o da osservazione diretta dei siti RVMC.


  9. Il modulo è anche presente in ogni pagina delle stazioni RVMC